FINANZA / Il “virus” che minaccia l’euro

Nel momento in cui si avvicina il risultato del voto sulla Brexit, appare chiaro che un importante deficit dell’euro e dell’Europa riguarda la fiducia, spiega GIOVANNI PASSALI

 

Mentre ci avviciniamo al momento fatidico dei risultati del referendum sul Brexit, un risultato evidente è già stato raggiunto. Infatti, proprio le polemiche su quello che succederebbe nel caso la Gran Bretagna uscisse dall’Ue (c’è chi prefigura un danno da 40 miliardi di sterline con un crollo del Pil e chi invece ne ipotizza un robusto aumento) mostrano oltre ogni evidenza la debolezza strutturale dell’Unione europea. Se basta l’uscita di un paese su 28, per quanto un Paese importante, a mettere in discussione l’esistenza stessa dell’Ue, vuol dire che la fragilità dell’Unione è strutturale. E come potrebbe essere diversamente? Quali sono i valori su cui si poggia l’Unione europea? In realtà non ci sono valori, ma solo una serie di norme e regole che dovrebbero sostenere il bene comune, come se questo fosse questione di regole e non di principi e valori. Ma c’è qualcosa che va oltre tutto questo, c’è qualcosa che vale più di crescita e benessere: e questo qualcosa è la libertà. La libertà di un popolo di decidere del proprio destino, di prendere la propria strada. Per questo fine è anche possibile che si facciano trattati internazionali e pure unioni monetarie. Però quando queste non convengono più si sciolgono, come già avvenuto tante altre volte in passato, in Europa e nel mondo. Ed è inutile forzare la storia, inutile tentare di costringere i popoli sotto il cappio di un’unione che non funziona più. I popoli stessi troveranno altre strade. Come per esempio sta accadendo a Cosenza, dove lunedì 13 ho partecipato a un workshop dedicato alla tecnologia blockchain, quella tecnologia informatica che è il cuore del motore di tante criptomonete, come il Bitcoin. Io sono intervenuto sul tema della fiducia e delle monete complementari, facendo notare come queste si sviluppano maggiormente proprio in quei momenti storici nei quali le monete ufficiali non funzionano più per lo sviluppo dell’economia reale e quindi viene messa in crisi la fiducia in questi sistemi monetari. Questa mancanza di fiducia, questa mancanza di valori è resa ancor più evidente dalle motivazioni addotte da chi ritiene che la Gran Bretagna non debba uscire dall’euro: la motivazione principale, ripetuta pure dal nostro premier Renzi, è il paventato disastro economico. Quindi non c’è l’affermazione di un valore, ma la paura di un danno. E il sentimento dominante di una scelta non è quindi una fiducia, ma una paura. E dalla paura può nascere solo la violenza. Sia la violenza del potere che cerca di imporre norme e leggi a danno del popolo, sia la reazione violenta di alcune frange del popolo, una violenza che porta solo altra violenza. Purtroppo è quello che sta accadendo in Francia, dove le manifestazioni, gli scioperi e gli scontri stanno devastando l’ambiente sociale e l’economia di quel Paese. Nonostante tutto questo, il governo continua imperterrito a voler attuare il piano europeista di difesa della finanza e distruzione dei salari e precarietà del lavoro. Ovviamente questo non difenderà alla lunga nemmeno la finanza, ma il nodo cruciale è che comunque porterà alla distruzione della fiducia, cioè la linfa vitale pure della politica e del buon funzionamento di qualsiasi istituzione.

Un nuovo articolo di Giovanni Passali è disponibile sul quotidiano ilsussidiario.net al seguente link:

FINANZA/ Il “virus” che minaccia l’euro

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